QUELL’ASINO E QUEL BUE

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Il Teatro è nato in chiesa, io vorrei ricondurvelo (Eleonora Duse)

Teatro di Natale all’Aventino con la messa in scena di Quell’asino e quel bue, un componimento che attraversa le Sacre Scritture e le pagine più intense della Poesia e del Teatro per arrivare alla sera della Vigilia, è un viaggio pensato per ricostruire i ricordi, le paure e i sogni dell’uomo. Nei giorni vicini alla neve è bello essere come i bambini che prima fanno il gioco, ci credono e lo vivono come vero, anche se Isaia ammonisce: il bue conosce il padrone e l’asino la greppia del padrone; ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende.

È un mistero per scomporre le aspirazioni dell’uomo, le sue assenze, le sue fatiche, le sue ricerche, le sue aspirazioni al trascendente, le sue incursioni nei territori malfidi della scienza e le sue interpretazioni del sociale. È un concerto per persone e personaggi.

È un componimento costruito con la poesia di tanti poeti, da Pascoli a Gozzano, da Quasimodo a Pasternak, da Manzoni a Ungaretti, a Blok, a Lorca, a D’Annunzio, con la solennità delle Sacre Scritture, del Corano, con la teatralità di certe laudi romane del XV secolo e con le pagine immortali della commedia e della musica. Pensare, nella sera della Vigilia, al teatro come a un luogo da cui si può ancora contemplare la vita da una distanza giusta, da un posto protetto tutto nostro, dove ancora è possibile una riflessione senza angosce, mentre la neve fiocca, fiocca, fiocca e una zana dondola pian piano.

Magnificat. Fuori è notte. È la Vigilia di Natale. Inizia così, dal cielo in su, Quell’asino e quel bue, la recita a soggetto, una commedia dell’arte, per la grande notte di Betlemme.

La messinscena sale sulle colline di cartone del presepio e da lì gli attori guardano le contrade della terra illuminate da strane comete e popolate da gente triste. Il teatro prende in prestito quelle colline per intervenire in una delle stagioni più capricciose e incerte della storia dell’uomo, perché la stella cometa abbia i colori del sogno e della poesia. Da una parte i passi antichi della Notte Santa, dall’altra Maria e Giuseppe che arrivano a Betlemme per il censimento di Augusto. Cercano un alloggio, ma per loro non c’è posto all’albergo. Gli attori si compongono: i profeti, i saggi, i contrari, i favorevoli, i filosofi e si ricompongono con accenni intensi di quello che accadrà nel pomeriggio di un Venerdì Santo. È una messinscena costruita tra letteratura e palcoscenico: il teatro è il solo posto dove si può ancora giuocare a fare sul serio, dove le persone possono riempire gli spazi di personaggi, di pensieri, di musica, di significati e di simboli.

È teatro per il Natale del 2010!


Le musiche: Bach: “Magnificat” – “Aria sulla quarta nota” – “Crismas oratorio”, Verdi: “La forza del destino”, Mahler: “Sinfonia n. 2”, Massenet: “Meditation”, Faurè: “Pavane”, Schubert: “Ave Maria”, Mendelssohn: “Op. 24”, Brahms: “Ninna nanna”, Grieg: “La morte di Aase”, Schubert: “Ave Maria”,  Mozart: “Lacrimosa” – “Rex tremendae”, Liszt: “Concerto n. 1”, Bach – Gounod: “Ave Maria”, Albinoni: “Adagio”, Vivaldi: “Gloria”, Handel: “Messiah”, Berlioz: “Oratorio di Natale”, de Liguori: “Tu scendi dalle stelle”.

TEATRO DI NATALE ALL’AVENTINO 14 – 18 dicembre 2010

QUELL’ASINO E QUEL BUE dalle Sacre Scritture, dalla Poesia e dal Teatro

14 dicembre – ore 19 Basilica di Santa Prisca Via di Santa Prisca 11 15 dicembre – ore 21

Basilica di Sant’Anselmo Piazza dei Cavalieri di Malta 5

16 dicembre – ore 19 Basilica di San Saba  Piazza G.L. Bernini 20

17 dicembre – ore 19 Basilica di Santa Balbina Piazza di Santa Balbina

18 dicembre – ore 21 Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio Piazza Sant’Alessio 23

con Marcello Amici – Marco Vincenzetti – Anna Varlese – Antonella Alfieri

Carmen Vitter – Michela Grimaldi – Luca Ferrini – Umberto Quadraroli

Maria Lovetti – Giorgia Serrao – Giulia Adami – Simone Destrero – Carlo Bari

Componimento e Regia di Marcello Amici

Ricerca musicale e scenografia: Marcello de Lu Vrau – Costumi: Natalia Adriani

Immagine pittorica: Alessandra Placucci – Sculture in legno: Padre Bruno Masetto

 

 

 

 

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