L’Iliade

 

Il rumore del mare ci avvolge come fossimo dentro una conchiglia in balia dei flutti. Le coste che immaginiamo sono quelle della Turchia. In lontananza una città bellissima, cinta da mura possenti. E tutto intorno uno sterminato esercito che da nove anni, vanamente, la assedia. Tende, fuochi, armi. Schiavi ed eroi.

Corrado D’Elia torna nel “suo” Teatro Libero per chiudere la stagione con l’ultimo dei suoi straordinari album: l’Iliade. La storia di tutte le storie. I versi che da migliaia e migliaia di anni parlano di noi. Raccontano come siamo. Matrice primordiale dei nostri sogni, di ogni narrazione, di ogni racconto.

Seduto al centro del palco, D’Elia ha il fascino ancestrale e ipnotico degli antichi aedi. Con sapienza e infinito amore scuote via la polvere dai versi, li libera dalla gabbia della metrica e ce li restituisce luminosi e vibranti, risvegliando emozioni lontanissime e sopite.

L’arroganza di Agamennone, l’ira di Achille. Il possente Ettore, il pavido Paride. Ulisse dal divino ingegno. Priamo, re e padre, inginocchiato ai piedi di Achille. Andromaca, tragica sposa. Elena, la più bella tra le donne.

Omero ci ha donato un’incredibile galleria di archetipi che rappresentano l’umanità così come è, da sempre e per sempre, con i suoi sentimenti, antichi come il tempo, la sua grandezza e le sue infamie. Corrado D’Elia ha il merito di restituirci la potenza intatta della narrazione e dei caratteri. Prende una storia che arriva da lontano e la avvicina a noi tanto da farci ancora emozionare. Muove i nostri animi, ci ricorda da dove arriviamo e cosa siamo stati.

Nulla è a caso. Tutto – parole, fraseggio, musica – è scelta sapiente, raffinata perizia artigiana. Magnificente incanto di eroismi e miserie.

Da non perdere. Fino al 16 luglio.

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Teatro Libero, Via Savona 10 Milano. Tel. 02 8323126.

www.teatrolibero.it

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