La gioiosa pazzia d'Orlando

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Errare, vagare, sbagliare, vanità: la vita. Questo è un tentativo sommario per riassumere la consistenza dell’”Orlando furioso” il poema di Ludovico Ariosto, complesso, articolato e avvincente, con la pazzia d’Orlando che fa da paradigma della vanità del mondo. Il rapporto tra questo testo ha una data storica: il 1969. Fu quello l’anno in cui esplose la bomba che avrebbe cambiato il teatro italiano creando un solco

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Tornano gli incubi

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Quale incubo peggiore per un attore se non dimenticare le battute o essere trascinati in una commedia di cui non sa assolutamente nulla? Un po' come l'eterno esame di maturità che sempre si riaffaccia nei misteriosi itinerari dell'inconscio notturno. Ecco quindi il protagonista il signor Zeta, alter ego di Sergio Zecca protagonista, autore e regista, catapultato da una commedia di Pinter che sta provando, nell'Amleto di Shakespeare, in Finale di partita di Beckett e in Private lives di Noel Coward testi di cui non sa e non ricorda neanche una battuta. A questo punto il meccanismo comico è ovvio:

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Combattenti

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Dopo In capo al mondo – In viaggio con Walter Bonatti, la compagnia Teatro Invito di Luca Radaelli torna in scena a Teatro Libero con un nuovo spettacolo che presenterà in prima nazionale, Macbeth banquet, una singolare e originale rilettura di una tra le tragedie più cupe e sanguinarie di Shakespeare, di cui quest'anno ricorre il quarto centenario della morte.

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Dopo il grande successo della scorsa stagione torna a Milano a grande richiesta, lo spettacolo della paladina della risata, Barbara Foria in Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io! in scena al Teatro Leonardo dal 2 all’8 marzo.

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Tratto dal romanzo di Ameliè Nothomb “Né di Eva né di Adamo”  e diretto da Stefan Liberski, il film è la storia di Amelie, nata in Giappone, ma cresciuta in Belgio, che torna nella terra che le ha dato i natali con un unico grande desiderio: diventare giapponese, più giapponese dei veri giapponesi. E scrittrice. Per vivere, Amelie insegna francese a Rinri, rampollo di una famiglia altolocata, che, oltre ad essere il suo unico allievo, diventa ben presto anche il suo fidanzato. Ma Amelie è troppo presa dai suoi progetti e dai suoi desideri per permettere al gentile e innamorato Rinri di toccarle davvero il cuore. Così vive la loro relazione lasciandola continuamente sull’orlo dell’incertezza fino a quando eventi più grandi di lei e di lui vi porranno improvvisamente fine.

Prima che questo accada, però, Amelie ha il tempo di imparare il giapponese, provare a scrivere (senza successo) il suo primo romanzo, perdersi sulle montagne innevate, scorazzare in bici e in macchina alla scoperta di una metropoli sorprendente e dei suoi ancora più sorprendenti abitanti, fingendo di non accorgersi della miriade di differenze culturali che la divide dal  suo Tokyo fiancée.

La commedia di Liberski è un film deliziosamente incantevole come i suoi protagonisti.  Pauline Etienne ricorda  una giovanissima Audrey Hepburn, ma con un irresistibile allure Nouvelle Vague. Taichi Inoue, ovvero Rinri, è bello, esotico e misterioso come un giovane samurai metropolitano. Il pubblico se ne innamora più di quanto riesca a fare, nel film, la sua scalpitante fidanzata.

Fa loro da cornice una metropoli cosmopolita, la bellezza inesorabile della natura, il fascino inatteso di luoghi solo apparentemente banali, ma che l’amore ammanta di magia. L’Amore per la vita, l’Amore per l’Amore.

Da vedere.

 

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2015
  • Genere: Commedia brillante
  • Regia: Stefan Liberski
  • Attori principali: Pauline Etienne, Taichi Inoue
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