La gioiosa pazzia d'Orlando

La gioiosa pazzia d'Orlando

Errare, vagare, sbagliare, vanità: la vita. Questo è un tentativo sommario per riassumere la consistenza dell’”Orlando furioso” il poema di Ludovico Ariosto, complesso, articolato e avvincente, con la pazzia d’Orlando che fa da paradigma della vanità del mondo. Il rapporto tra questo testo ha una data storica: il 1969. Fu quello l’anno in cui esplose la bomba che avrebbe cambiato il teatro italiano creando un solco

Read more

Tornano gli incubi

Tornano gli incubi

Quale incubo peggiore per un attore se non dimenticare le battute o essere trascinati in una commedia di cui non sa assolutamente nulla? Un po' come l'eterno esame di maturità che sempre si riaffaccia nei misteriosi itinerari dell'inconscio notturno. Ecco quindi il protagonista il signor Zeta, alter ego di Sergio Zecca protagonista, autore e regista, catapultato da una commedia di Pinter che sta provando, nell'Amleto di Shakespeare, in Finale di partita di Beckett e in Private lives di Noel Coward testi di cui non sa e non ricorda neanche una battuta. A questo punto il meccanismo comico è ovvio:

Read more

Combattenti

Combattenti

Un uomo e una donna, nell’età di mezzo. Una comune passione per la boxe. Lei ex campionessa. Lui dilettante di lungo corso, senza talento. Entrambi soli e segnati dai rispettivi fallimenti. Ma sorretti da una viscerale voglia di combattere, ogni giorno, per sentirsi vivi. Questa è la storia del loro incontro.

Read more

IO E BRIDGET (Io e le donne)

IO E BRIDGET (Io e le donne)

Continua la rassegna Stand up! Quando il comico è... libero, che giunge al quarto appuntamento. È la volta in scena di colui che con passione e dedizione ha messo in piedi tutta la rassegna. Dado Tedeschi è uno di quei nomi che è sempre circolato nell'ambiente senza mai approdare a grande notorietà televisiva, ma anche senza smettere mai di lavorare nei più svariati ambiti.

Read more

MACBETH BANQUET

MACBETH BANQUET

Dopo In capo al mondo – In viaggio con Walter Bonatti, la compagnia Teatro Invito di Luca Radaelli torna in scena a Teatro Libero con un nuovo spettacolo che presenterà in prima nazionale, Macbeth banquet, una singolare e originale rilettura di una tra le tragedie più cupe e sanguinarie di Shakespeare, di cui quest'anno ricorre il quarto centenario della morte.

Read more

VOLEVO UNA CENA ROMANTICA… E L’HO PAGATA…

VOLEVO UNA CENA ROMANTICA… E L’HO PAGATA IO!

Dopo il grande successo della scorsa stagione torna a Milano a grande richiesta, lo spettacolo della paladina della risata, Barbara Foria in Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io! in scena al Teatro Leonardo dal 2 all’8 marzo.

Read more

Locke

Ogni tanto accade. In un panorama cinematografico che sempre più stenta a dire qualcosa di nuovo o a dirlo senza forzature, accade il miracolo di trovare un gioiello praticamente perfetto.

La scommessa di girare un film in un unico ambiente claustrofobico, con un solo interprete a reggerne le emozioni è già stata fatta e vinta, si pensi a Buried di Rodrigo Cortés tutto all’interno di una bara. La situazione di Locke non è così estrema eppure nell’abitacolo della sua automobile il mondo gli crolla addosso e in quegli 85 minuti anche la sua è una lotta, se non per la vita per la dignità.
Dal punto di vista cinematografico la scommessa del film di Steven Knight è ancora più difficile, perché non vi è la disperazione di un dramma a tenere avvinghiati, eppure il film crea una solida suspense pur nel raccontare la vicenda di un uomo comune in un viaggio in autostrada. Un padre di famiglia felicemente sposato, con la famiglia a casa ad attenderlo per la partita e il cantiere ad attenderlo il mattino seguente con la più importante calata di calcestruzzo della sua vita. Ma qualcosa lo mette di fronte ad una responsabilità nuova facendogli perdere tutti i punti saldi della sua esistenza.
Al succedersi assillante di chiamate telefoniche, unici interlocutori al viaggio notturno di Locke, e ai suoi tentativi di ristabilire un ordine fa da contrappunto l’imposizione alla calma del protagonista, la sua voce pacata eppur venata da mille sfumature. Tom Hardy regge l’intero film sulla sua faccia e sulla sua voce (fate di tutto per recuperare la visione in lingua originale!) riuscendo a mantenere un equilibrio perfetto senza cedere alla tentazione degli eccessi. Perché è proprio sull’equilibrio che un film come Locke trionfa, con una sceneggiatura, dello stesso Steven Knight, che funziona come un meccanismo ad orologeria e che sa dosare con precisione affetto, rabbia, ironia, tensione ed ogni altro sentimento.
In tempo reale (la durata del film è quella del percorso in auto) e girato con dialoghi in diretta e non con telefonate preregistrate, Locke non va scambiato per un esercizio di stile ma è la dimostrazione che un film può anche reggersi su poco, pochissimo, dalla narrazione agli spazi, se c’è la forza dell’autore e ogni elemento è valido.

Ultima modifica ilMartedì, 10 Giugno 2014 11:53

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2014
  • Genere: Drammatico
  • Regia: Steven Knight
  • Attori principali: Tom Hardy

Lascia un commento

Torna in alto

Le foto presenti su Cinelab sono state in gran parte trovate su Internet e valutate di pubblico dominio. Se così non fosse gli autori sono pregati di segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo., che provvederà immediatamente alla rimozione delle stesse. Cinelab è un giornale indipendente di critica cinematografica e teatrale. Direttore responsabile: Antonio Lotronto - Provider: Aruba