Logan – The Wolverine

Logan – The Wolverine

1 aprile 2017 0 Di Riccardo Avigo
 

Una bambina, immigrata dal Messico,  cerca di attraversare gli Stati Uniti con l’aiuto di un gruppetto di reietti della società. Non si tratta di un film di Ken Loach contro Donald Trump ma di “Logan – The Wolverine”.

James Mangold chiude la trilogia dedicata al più popolare tra gli X-Men con un buon film, violento ma senza perdere di qualità.  Nel 2029 i mutanti sembrano destinati all’estinzione: non ci sono nuove nascite e gli X-Men vivono da superstiti, ai margini della società. Wolverine, che per vivere fa l’autista, si ritrova coinvolto in una caccia all’uomo, o meglio alla bambina.  La piccola Laura è riuscita a sfuggire alle grinfie della Transingen, compagnia controllata dalla Essex Corps, che in Messico sta svolgendo sordide ricerche utilizzando i bambini. Tornano quindi i vecchi nemici di Wolverine, ma soprattutto tornano i temi cari agli X-Men: l’emarginazione dalla società, la ricerca di un significato da dare alla propria diversità. Anche se timidamente, il film cerca di andare oltre: soffermandosi sul dolore delle cattive azioni, anche se compiute a fin di bene, e sull’importanza di avere una prospettiva, per quanto fragile, innanzi a sé.

Nonostante vi sia qualche sbavatura nella scelta dello stile, comune nei film con personaggi bambini, il film regge bene. Hugh Jackman è un ottimo Wolverine e la violenza nel film non è fastidiosa, almeno per chi è abituato a vedere teste volare (e non in senso figurato).