| L'onda |
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| Recensioni cinema |
| Scritto da Antonello Lotronto |
| Domenica 22 Marzo 2009 10:47 |
![]() Pochi film sono oggi interessanti come questo "Die welle", "L'onda" che trasferisce sul grande schermo un racconto dello scrittore americano Todd Strasser. Strasser si era ispirato ad un reale sperimento didattico sulla "autocrazia" che il Professor Ron Jones aveva tentato nel 1997 nella sua scuola californiana di Paolo Alto. Gansel trasferisce la storia in Germania e sceglie il rock come colonna musicale.
Il film parte in sordina, nella atmosfera produttiva e rilassata di un collage tedesco, senza che nulla lasci presagire la escalation di violenza che avverrà nel corso di meno di una settimana. La scelta dell'ambientazione tedesca non è casuale poiché in Germania ha germogliato, ottenendo il consenso popolare, una delle manifestazioni più spaventose di delirio di massa, il nazismo.
Per studiare il fenomeno, il professor Wenger inizia il suo seminario spiegando il significato della parola "autocrazia" e già qui vengono i brividi considerando quanto sia simile alla situazione politica italiana. Chissà che non si sia ispirata proprio a questa il regista del film. Poi il professor Wenger chiede ai suoi studenti se ritengano possibile che oggi si possano ripetere le condizioni che portarono all'ascesa del nazismo. La risposta veemente di tutti è "no". Ma il professore non ne é convinto e sfida tutti ad un vero e proprio "gioco di ruolo" che porterà alla fondazione di un movimento che si chiamerà "L'onda". Quali siano gli obiettivi di questo gruppo non è chiaro, ma forse non è nemmeno importante. Quello che conta è che nessuno si senta più solo e che tutti si prodighino per il bene comune. Le regole iniziali sono quelle basilari per costruire una qualunque comunità coesa: disciplina, interesse preminente del gruppo a discapito di quello del singolo (divisa, condivisione delle conoscenze, ecc.), adorazione del leader carismatico eletto, scelta del logo e del saluto, diffusione dell'immagine, lotta ai diversi, ecc. Sarà stupefacente osservare il cambiamento dei singoli che ben presto si identificheranno completamente in questa identità che li protegge. Soprattutto coloro che vivono una situazione familiare insoddisfacente si sacrificano totalmente alla comunità, regalando ad essa il loro cervello e tutto il loro tempo e i loro risparmi. In breve la situazione sfuggirà al controllo del professor Wenger, in un crescendo di toni drammatici ed eventi tragici. Sono pochissimi i ragazzi che riescono comunque a non perdere la testa e a trovare la forza e il coraggio per organizzare la resistenza. Georges Brassens sosteneva che "In più di quattro si è una banda di coglioni". Parole sacrosante. Se il film vuole lanciare un messaggio, è proprio quello di non sentirsi mai al riparo da forme striscianti di totalitarismo, di non abbassare mai la guardia e di non pensare mai di essere immuni dalle tragiche follie del passato. Perché potrebbero ripetersi. Se solo si rinuncia a pensare con la propria testa.
Un film di Dennis Gansel. Con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Jacob Matschenz. Christiane Paul, Max Mauff, Elyas M'Barek, Cristina do Rego, Maximilian Vollmar, Ferdinand Schmidt-Modrow, Tim Oliver Schultz, Amelie Kiefer, Fabian Preger, Odine Johne. Titolo originale Die Welle. Drammatico, durata 101 min. Germania 2008
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