| L'ultimo pianeta |
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| Recensioni teatro |
| Scritto da Gloria Bondi |
| Lunedì 08 Marzo 2010 14:57 |
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IIbar ha bisogno delle conoscenze storiche di Taide per risalire a qualcosa di importante potesse essere accaduta nel ventiduesimo secolo e che riuscisse a dare una spiegazione esauriente a quella strana mutazione genetica. Nel frattempo, il Sistema incarica un agente androide di controllo, Sita 48352, di indagare sulle attività del professor Saine, che da qualche tempo appaiono piuttosto sospette, di interrogarlo e, eventualmente, di arrestarlo. Il segreto delle vibrazioni potrà essere svelato solo raggiungendo un pianeta di frontiera, l'ultimo pianeta conosciuto, Zreon 32, che porterà i due protagonisti ad un finale inaspettato e insperato. L'agente Sita è risoluto a impedire ai due di nuocere al Sistema, e proverà con ogni mezzo a fermare i coniugi, anche a costo di doverli eliminare fisicamente. La fuga, l'inseguimento, lo scontro, il momento della verità appaiono inevitabili. Ma quale segreto custodisce l'ultimo pianeta? L'ultimo pianeta è uno spettacolo di fantascienza, ma non solo. Racchiude in sé una vasta gamma di storie, parla di sentimenti, di avventura, di scelte che cambiano la vita, e fornisce allo spettatore un messaggio affascinante e pericoloso sul quale riflettere. Le fatali conseguenze di una globalizzazione eccessiva. Scritto da Giuseppe Renzo ed Ester Cantoni, che ne cura anche la regia, "L'ultimo pianeta" è uno spettacolo avvincente, ricco di effetti visivi e sonori, emozionante, drammatico, e di sicuro impatto sul pubblico. La trama si avvolge a spirale, si stringe attorno ai protagonisti in un precipitoso susseguirsi di avvenimenti che portano allo svelamento finale. In scena gli stessi autori assieme a Patrizia Grossi nel ruolo di Sita. Al teatro San Paolo dal 9 al 21 marzo. |
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- Grazie Gabriella, bella recensione. A me il film è... leggi...



"L'ultimo pianeta" rappresenta un esperimento innovativo, originale, e poche volte tentato nella storia del teatro: portare un linguaggio come quello della fantascienza sulle assi di un palcoscenico. 18 gennaio 2658, ora diciottesima terrestre. Ibar Saine, biologo molecolare e uomo di spicco all'interno del Sistema, scopre durante l'analisi di un reperto umano proveniente dal ventiduesimo secolo delle strane vibrazioni presenti all'interno del DNA del soggetto, alle quali non riesce a dare una spiegazione. Non essendo la prima volta che ha a che fare con questa sequenza di suoni, e diffidando del Sistema che in precedenza aveva tralasciato di fornirgli un chiarimento, Ibar decide di contattare Taide, sua moglie, che anni addietro lo aveva abbandonato, e che si era trasformata da Soprintendente ai Dati Storici del Sistema, a elemento ricercato dedito al commercio illegale di materiale informatico.