| Er Naso |
|
|
|
| Recensioni teatro |
| Scritto da Gloria Bondi |
| Venerdì 19 Febbraio 2010 12:38 |
|
L'infelice Kovalèv gogoliano diventa qui il suddetto Casimiro Corvallone e la sua ricerca si snoda anche attraverso una serie di irresistibili figure della Roma popolare dell''800 (il fornaio, il barbiere...) ritratti qui con grande freschezza e ironia. In scena lo stesso Palladino ci regala, con bravura e grande sensibilità, un personaggio tenerissimo e di straordinaria umanità, ci fa sorridere e trepidare insieme a lui, ci coinvolge nella surreale ricerca fino al previsto lieto fine. La regia di Branchetti è come sempre molto attenta e curata. Rende dinamico il monologo grazie all'uso sapiente delle luci, della scenografia (elementi scenici e costumi di Alessia Sambrini) e dei movimenti scenici e sa dare un sapore di grande attualità all'intera vicenda. <<Corvallone - spiega il regista - con le sue ansie, le sue manie, il suo modo di pensare e di vedere il mondo ci fa pensare ad un personaggio a noi quasi contemporaneo,vicinissimo senz'altro; quindi il tentativo è quello di raccontarlo per comprenderlo senza giudicarlo,con i suoi difetti, le sue paure, le sue malinconie, il suo rapporto con le donne e con l'amore, la sua viltà ma e soprattutto la sua straordinaria umanità. L'uomo davanti alla società : quale argomento può essere più importante, più "urgente" ed attuale di questo in un momento come quello che viviamo in cui l'uomo è sperduto, impaurito, disorientato, alla ricerca di certezze, parametri comuni, puntelli cui aggrapparsi, punti di riferimento, valori comuni, in quell'incerto cammino che è la vita?>> Da menzionare le belle musiche composte da Pino Cangialosi che danno un notevole contributo nel seguire le vicende del protagonista, ma soprattutto nel dare espressione alla sua sfaccettatissima psicologia, che è poi molto vicina a quella di noi stessi, spesso sperduti e disorientati proprio come l'abate Corvallone, in un mondo che ci pone infinite domande ma è purtroppo assai avaro di risposte. In scena fino al 19 febbraio. |
Dalle news
Ultimi articoli
Ultimi commenti
- Grazie Gabriella, bella recensione. A me il film è... leggi...



Un letto, uno specchio, un attaccapanni a cui è appeso un minaccioso mantello nero con cappuccio. Sono questi gli elementi fra i quali si snoda la lunga via crucis dell'abate Casimiro Corvallone al quale, una mattina, è sparito il naso e non sa più dove cercarlo: nelle strade tortuose della Roma papalina, negli infiniti corridoi della curia vaticana, nelle caotiche redazioni dei giornali dell'epoca. La storia è nota. La raccontò Nicolaj Gogol in uno dei suoi testi più famosi e oggi Francesco Branchetti la porta in scena al Teatro Cometa Off, in occasione del bicentenario della nascita del grande scrittore russo, nella rielaborazione romanesca scritta da Pierpaolo Palladino e Mario Moretti.