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Francesco Branchetti PDF Stampa E-mail
Interviste teatro
Scritto da Gloria Bondi   
Lunedì 11 Maggio 2009 15:52

BranchettiAbbiamo incontrato Francesco Branchetti e Isabella Giannone proprio all'indomani dell'ultima replica dell'"Antonio e Cleopatra" di William Shakespeare, portato in scena dal 5 al 10 maggio al Teatro Italia di Roma. Opera intensa e complessa, raramente rappresentata, che ha molto impegnato il regista e i suoi interpreti.

"Ciò che mi ha affascinato maggiormente in questa opera - spiega il regista - è il conflitto fra passione e ragione inserito in un  contesto politico. Gli effetti della passione di un leader, infatti, devono necessariamente ricadere sul suo popolo (un popolo che in Antonio e Cleopatra è di fatto assente) e questo è un argomento che mi incuriosisce da sempre e che trovo estremamente attuale. Altro tema - continua - è il conflitto tra il richiamo del dovere e quello della passione: un duello straziante fino all'inverosimile. Antonio è schiacciato dai richiami alla ragione e al pragmatismo, ma il suo io più profondo trova la sua via nell'abbandono e nella ribellione, mentre nella passione trova la sua debolezza. Per lui, inoltre, c'è anche la difficoltà di abbandonare un insieme di valori di riferimento - quelli del cives  romano - per abbracciare il mondo alessandrino fatto sì di acume politico, ma anche di atmosfere completamente diverse: sensuali, dissolute, eccessive e ambigue".

Non a  caso la corte di Alessandria è rappresentata nella messa in scena di Branchetti quasi come un circo decadente e onirico fatto di danzatrici, saltimbanchi e giocolieri.

"Antonio e Cleopatra - sottolinea Branchetti - è quindi anche un testo sulla diversità. Al mondo Alessandrino si oppongono infatti Ottaviano, che Shakespeare disegna come un moderno dittatore, capriccioso e instabile (non a caso parla sempre da solo, procede per monologhi, non si confronta mai), e Lepido, tipica figura di politico corrotto". Ma al centro dell'azione c'è anche una donna, la grande Cleopatra, figura storica controversa e fascinosa e monumentale archetipo femminile. "Cleopatra è una donna completa e al tempo stesso assolutamente rivoluzionaria - commenta Isabella Iannone che interpreta il ruolo della tragica regina - Lei era invisa ai romani proprio perché la sua stessa completezza la rendeva ai loro occhi una strega, oggetto di sospetto e repulsione.
Mi ha affascinato, inoltre, l'idea di una donna che vive da donna il mondo degli uomini, che gestisce il potere e le passioni in un mondo fatto di uomini. Per farlo è camaleontica e indiretta, tanto quanto poi sa essere romantica e sincera nelle sue passioni". Antonio è assolutamente sedotto dalla sua personalità ed è a sua volta un personaggio di sconvolgente modernità.
"Antonio è moderno - spiega Branchetti - nella sua battaglia fra super-io e io, ma è anche un personaggio frustrato e dolente: lui è stato un grande uomo, un eroe che ha fatto la storia di Roma, ma questo non gli viene riconosciuto. Ottaviano, pur nella sua fragilità e nelle sue paranoie è un demolitore e in quanto tale gli ruba l'amore del suo popolo. Il fascino di questi personaggi - conclude - sta nella loro enormità: sono invasati, estremi, folli e magnifici. Eccessivi fino al punto di assurgere a divinità pagane travolte da un caleidoscopio di emozioni".

 

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