Improvvisando la resilienza

Improvvisando la resilienza

17 aprile 2018 0 Di Piergiorgio Mori
 

Uno spettacolo d’improvvisazione, se interpretato da attori poco avvezzi o da principianti può risultare noioso. Molto noioso. Non è il caso di “Resilienza” interpretato da tre attori in gamba: due uomini e una donna ovvero Max Vellucci, Patrizio Cossa, Cristiana De Maio. Sono stati di scena una settimana alle Stanze segrete, alternandosi durante gli spettacoli con altri attori della AST Company quali Fabrizio Lobello e Stefano Augeri. Lo spettacolo d’improvvisazione diretto da Giorgia Giuntoli, ha per tema la resilienza appunto, la capacità quindi di sapersi adattare ai cambiamenti, alle fratture, ai colpi della sorte, reso fisicamente sulla scena da due ostacoli scelti dal pubblico. Lo spettacolo è calibrato su un tempo fisso di cinquanta minuti con una tematica indicata dagli spettatori che è stata nel caso del 15 aprile l’abbandono. Il soggetto: disinvolti e vibranti di passione due amanti si incontrano come ormai capita da tre anni nei posti più disparati. In questo caso la situazione è posta in un resort. Dietro a questa storia in cui attrazione fisica si confonde con un amore sentimentale e romantico emerge il vero motore del rapporto grazie ad un cameriere surreale, uno “sfigato” come è definito dalla donna. Dietro ai due amanti ci sono due matrimoni insoddisfatti e l’incapacità tuttavia di lasciare quella tana per costruirne una nuova. C’è l’infelicità pura e disperata attraverso la quale i due o tre giorni che i due puntualmente si concedono rappresentano una bolla illusoria di al di fuori di una fumo grigio e asfissiante che è l’inferno del quotidiano. Bravissimi gli attori in un ambiente a specchio che richiama “La donna di Shangai” e che sanno trasmettere ironia, tensione e disperazione di tre vite che più che resilienti potremmo definire più semplicemente rassegnate.