Il filo nascosto

Il filo nascosto

14 marzo 2018 0 Di Antonello Lotronto
 

Raramente scrivo recensioni negative su un film. La spinta a scrivere viene sempre dalla piacevole esperienza della visione. Ma la lettura delle critiche ipercelebrative di questo film, alcune delle quali addirittura lo dipingono come una rivoluzione nel mondo dell’arte cinematografica come se si trattasse di uno spartiacque: quello che è stato prima e quello che sarà dopo, mi dà sufficienti motivazioni per dire la mia, e sarò molto chiaro: è un brutto film. E cerco di spiegarne i motivi.
Parto dalle cose che funzionano: gli attori, bravi per carità, anche bravissimi, i costumi, belli per carità, anche bellissimi. Una eleganza formale ineccepibile. Punto.
Proseguiamo con le cose che funzionano di meno: la colonna sonora: invadente, melodrammatica, fastidiosa. Non sono un fautore dei dettami di dogma 95 ma questa volta , se la musica fosse stata meno ossessivamente e smielatamente presente, il film non ne avrebbe sofferto, tutt’altro.
La trama, fondamentalmente una storia d’amore, eccola qua: anni cinquanta, Reynolds Woodcock (un bravo Daniel Day-Lewis), scapolo impenitente, è un bravo stilista pieno di sé che veste tutta la bella società fino a spingersi a vette regali. L’uomo molto arrogante e spigoloso, pieno di fissazioni, ha un legame morboso con Cyril, la sorella e con il suo lavoro. Non è insomma uno con il quale andreste volentieri non dico in vacanza ma nemmeno a prendere un caffè.
Ed è proprio in un Caffè che si invaghisce di Alma, la cameriera (una bravissima Vicky Krieps). Detto per inciso la scena dell’incontro è forse la migliore di tutto il film. La ragazzina è lusingata, non ha altri impegni, e accetta sfacciatamente gli inviti dell’uomo (chiamarlo “ragazzo” come nel film fa un po’ ridere).
Da qui in poi il film è tutto costruito sui timidi (all’inizio, poi via via più sfacciati) tentativi di Alma di catturare l’amore di Reynolds accettando tutte le umiliazioni possibili e immaginabili. Ma l’uomo, veramente spigoloso, diventa un agnellino solo quando sta male e necessita delle coccole della ragazza. Individuato il punto debole, Alma agirà di conseguenza… Non voglio fare dello spoiler e quindi mi limito a dire questo. Chi non ha già visto il film, lavori di immaginazione per capire il seguito…
Un film inutilmente lungo e una sceneggiatura al tempo stesso lacunosa per alcune pieghe della vicenda non chiarite a sufficienza. Si fosse fermato qualche minuto prima di un finale francamente un po’ banale e un po’ ridicolo, ne avrebbe giovato. Insomma per me, bocciato.


Un film di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville, Sue Clark, Joan Brown, durata 130 min. – USA 2017.