CIRANO DI BERGERAC

 

Il tempo che passa non scalfisce la vitalità e la poesia del Cirano di Corrado D’Elia, che ha debuttato ieri sera al Teatro Litta di Milano, festeggiando trionfalmente la sua ventesima stagione. Oltre 200.000 spettatori lo hanno applaudito in questi anni, nei teatri di tutta Italia. Eppure oggi questa bellissima messa in scena conserva intatta la stessa energia esplosiva degli esordi.

Giovani interpreti e volti più noti si avvicendano sulla scena per trascinarci ancora una volta nelle rocambolesche avventure del guascone immortale, creato dalla penna di Edmond Rostand. E al centro di tutto lui, Corrado D’Elia, regista e interprete, corpo, voce e anima di un personaggio che forse un po’ gli assomiglia.

Abilissimo di spada quanto di parola, libero nello spirito e nelle azioni. Il viso deturpato da un naso orribile, ma il cuore alato di un poeta. Cirano è un’anima che non conosce paura e che indossa la diversità con fierezza, come un vessillo destinato a non piegarsi a compromessi e convenzioni. Il nobile Cirano è un vento in tempesta che agita e travolge tutto ciò che incontra, ma si quieta davanti al volto di Rossana, cugina amata nel silenzio, musa delle parole più ispirate, scritte in segreto, all’ombra della bellezza di Cristiano. Senza vezzi e senza piume, il Cirano di D’Elia è un essere vero, commovente, tenerissimo nello struggimento di un amore infelice, ma gigantesco nella sua granitica fedeltà alla parola data e ad un’idea dell’amore romanticissima e assoluta.

Come sempre D’Elia stupisce con trovate sceniche efficaci e originali, l’uso sapiente del tappeto musicale, e porta in scena una compagnia perfetta, scatenata in una rappresentazione incredibilmente dinamica, intensamente fisica, tutta giocata sulla pendenza di un piano inclinato che si apre e si chiude, si trasforma e acquista di volta in volta un senso diverso.

Straordinari gli interpreti da citare tutti: Michel Altieri, Marco Brambilla, Alessandro Castellucci, Giovanni Carretti, Francesco Cordella, Claudia Negrin, Stefano Pirovano, Marco Rodio, Giovanna Rossi, Stefano Rovelli, Chiara Salvucci.

Non perdetelo. Fino al 30 ottobre.

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Foto del profilo di Gloria Bondi

Gloria Bondi

Romana, giornalista pubblicista. Inizia ad occuparsi di teatro nel periodo universitario. Ha collaborato con diversi quotidiani, periodici e agenzie stampa. Da quindici anni svolge prevalentemente attività di critico teatrale con una particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea e al teatro di sperimentazione.

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