Captain Fantastic

Captain Fantastic

13 marzo 2017 0 Di Riccardo Avigo
 

In una foresta dello stato di Washington, dopo aver cacciato un daino (o comunque un animale simile a un cervo ma senza corna), un ragazzo diventa “un uomo”. Così si apre Captain Fantastic.
Ben Cash (Viggo Mortensen), padre di sette figli, cresce da solo i ragazzi, lontano dal mondo esterno, distanti dal degrado socioculturale della società occidentale. I suoi figli crescono, studiano e imparano a vivere nella natura selvaggia, rispettando un insieme di riti e regole, ideati dal padre e dalla madre, affinché siano sapienti filosofi della vita.
Per chi, come me, non riesce ad associare il nome di un attore a un volto, Viggo Mortensen è Aragorn in “il Signore degli anelli”. Probabilmente la sua esperienza di ramingo della Terra di mezzo gli avrà fornito conoscenze utili per la sopravvivenza in una foresta, abilità che manca a molti cittadini come il sottoscritto, come si è potuto arguire dalla mia improbabile descrizione della preda nella scena di apertura.

Captain fantastic parte dirompente nel provocare il pubblico sul tema dell’educazione dei figli. Per quanto estrema, la famiglia proposta dal film mette in crisi alcune consuetudini e obbliga a riflettere su cosa significhi crescere i propri figli. L’armonia della famiglia viene però messa in crisi dalla notizia che la madre, vittima di depressione bipolare, si è suicidata. Per poter partecipare al funerale e far rispettare le volontà della madre, Viggo Mortensen e i ragazzi sono costretti ad avventurarsi nel “mondo esterno”. Questo viaggio metterà in crisi i rapporti famigliari, mostrando i limiti di una educazione improntata all’eremitismo.

Un’ottima fotografia e scelte azzeccate nella colonna sonora, rendono questo film particolarmente piacevole da guardare. La forza della provocazione e il tema affrontato riconducono il film alla tradizione del cinema indipendente, con una realizzazione tecnica notevolmente migliore di quella di molti film di questo genere. La poca fantasia della conclusione e alcune mancanze nella sceneggiatura nelle fasi conclusive deludono un po’ le aspettative create da un inizio travolgente. Inoltre alcuni personaggi, tra cui alcuni figli, non vengono approfonditi a dovere e rimangono quindi senza spessore. Nonostante queste mancanze, la sola nomination a miglior attore protagonista per Viggo Mortensen sembra non tributare il giusto valore a questa pellicola. Anzi, Hollywood sembra non essere ancora pronta per un film dissacrante come Captain Fantastic. Chi invece ama i film che mettono in discussione il nostro stile di vita, con una forza tale da sembrare impertinenti, non può lasciarsi sfuggire questo film.


Un film di Matt Ross. Con Viggo Mortensen, George MacKay, Samantha Isler, Annalise Basso, Nicholas Hamilton. Drammatico, durata 120 min. – USA 2016.